28/02/2011

la terra di mezzo

Stare troppo in basso comporta dei rischi e ne sanno qualcosa quelli che, come me, hanno rischiato la retrocessione l'anno scorso.

Stare troppo in alto invece può portare le vertigini ed è molto più difficile di qualsiasi altra cosa: doversi cimentare con la perfezione, la condizione fisica, un bel gioco, ma alle volta basta la concretezza.

 

La concretezza è uno degli aspetti che più abbiamo perso da quando non stiamo più al vertice, da quella maledetta fine di Novembre, che ci ha catapultati partita dopo partita, Domenica dopo Domenica, nelle caselle più posteriori della classifica.

Abbiamo ancora una partita da recuperare, che visto il meteo dubito si disputerà questo Mercoledì 2 Marzo.

Non dobbiamo salvarci come lo scorso anno, non abbiamo le credenziali ed i numeri per vincere il campionato o comunque arrivare tra le prime due, anche se dal calcio, così come dalla vita nulla si può sapere con certezza (vedi calciopoli o improvvisa malattia).

Sicuramente siamo nella terra di mezzo, un limbo che ogni tanto ti solleva, mentre alle volte ti fa precipitare, un'incertezza che rimarrà da qui a fine stagione, come una barca da tempo al largo, con un equipaggio che ormai appare stanco.

 

Sighinolfi 6.5 Bergamini 7 Ballotta 7 Russo 6.5 Mengoli 6.5 Vancini 6 Gherardi 5.5 Loretta 6 Tassinari 7.5 Neri 6 Vospino 6.5 - Bersani 7 Arena 7 Forni 6

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21/02/2011

Almeno per una volta

Non so ancora neppure pronosticare come potrà concludersi questo girone di ritorno. Sicuramente per ora non abbiamo dalla nostra la fortuna. Il rigore sbagliato da Vospino avrebbe modificato le sorti di un incontro, che senza quel tiro dal dischetto non sarebbe comunque riuscito a sbloccarsi. E' sempre dai piedi di Vospino che poteva derivare un altro gol del vantaggio, se fosse successo ora staremmo parlando di euro gol, perchè tale sarebbe stato il suo tiro al volo di sinistro, su cross proveniente dalla destra, facendo la bara al palo del portiere, rimasto impietrito. Non ci resta che ricominciare a lottare dal nostro fortino, da quel campo di casa che ci ospiterà Domenica e nel recupero infrasettimanale, 4 punti potrebbero già essere buoni, ma cerchiamo, almeno per una volta, di non accontentarci.

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14/02/2011

3 è il numero perfetto

Il numero 3:

 

rappresenta la trinità divina,

rappresenta il triangolo che è la forma indistruttibile,

rappresenta le componenti della Santissima Trinità,

rappresenta il numero minimo di rette per comporre una figura piana,

rappresenta simbolicamente anche
-passato
-presente
-futuro

rappresenta le 3 dimensioni dello spazio in cui viviamo,

rappresenta il numero minimo di una famiglia (padre, madre, figlio/a),

rappresenta l'ossessione di Dante: La Divina Commedia ne è un perfetto esempio,

rappresenta anche il peggior voto che un professore può dare a scuola.

 

Per il Galezza, invece, rappresenta la VITTORIA, un successo certo quando tre reti vengono segnate dagli arancioni, sia che accada in casa, sia che succeda in trasferta. Superlativa la prova di tutti, dopo molte prestazioni insufficienti sia dei singoli che della squadra. Speriamo di esserci ritrovati e di fare più vittorie possibili nel girone di ritorno, magari partendo dal presupposto che è meglio segnare 3 reti.

Marcatori: autogol (dopo tiro di Vospino), Forni, Vospino.

Sighinolfi 6,5 Bergamini 6,5 Ballotta 6,5 Russo 7,5 Vancini 7 Loretta 7,5 Merli 7 Bersani 7 Neri 8 Vospino 7,5 Forni 7 / Gherardi 7 Pirani 6,5

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07/02/2011

che fretta c'era?

Non c'è dura legge del gol, non c'è squadrone, non c'è nulla della canzone con cui Max Pezzali parla di una squadra che, seppur non vinca, abbia le migliori potenzialità. Si sta disgregando tutto quanto sognato nelle sere d'estate: i sogni di una dirigenza e dei suoi giocatori, abili a stare ai vertici di una classifica fino al mese di Novembre, incapaci di rimanerci quando i campi diventano coltri di fango, più simili alle lotte del Pancrazio delle antiche Olimpiadi. Il tutto è coinciso con tante defezioni, a lungo e a breve termine e ad assenze evitabili o inevitabili durante la settimana che precede gli incontri. Prima il Galeazza si preparava ad ogni partita con almeno 18 giocatori sempre presenti alle sedute di allenamento, da un pò di tempo non è più così. Molti giocatori, presi singolarmente, fanno, o meglio facevano, del Galeazza una squadra da vertice, da primo o secondo posto, ma il contesto di squadra pare lontanarsi notevolmente dai meriti di ogni singolo componente. Contro gli ultimi in classifica un solo punto, con rimonta avversaria dopo un arduo tentativo a segnare, mentre questa Domenica nessuna rete e caduta in una nerissima crisi. Il bello di tutto questo è che c'è chi da colpa a singoli giocatori, ma a mio modo di vedere il problema è generale. Tanti piccoli fattori, che vanno da condizioni metereologiche, a torti arbitrali, a condizioni inadatte durante la settimana e svariati errori dei singoli, nonchè un insufficiente amalgama di squadra non ci permettono di vincere alcun incontrod a Novembre a questa parte.

Allora mi chiedo che fretta c'era...di dire quello che dovevamo essere e riscoprire nei fatti quello che non siamo stati in grado di diventare...

Ci aspetterà una maledetta primavera.

14:23 Scritto da: faustocreva87 in sport | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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