24/03/2011

Non c'è spazio per la debolezza, conquistiamo sicurezza

Il Galeazza sapeva che il recupero contro il Gallo avrebbe potuto portare tre preziosissimi punti.

Sapeva anche che non sarebbe stato affatto facile, ma sicuramente non pensava che ci sarebbe riuscito in dieci uomini per gran parte della ripresa.

L'ennesimo cartellino rosso lascia però a reti bianche l'iniziativa avversaria e a farla da padrone è il pallonetto di Vospino al portiere ospite nella prima frazione di gara, bomber che continua a ripetersi.

Il Galeazza rischia di rado e sciupa tanto là davanti.

Domenica prossima ancora in casa contro il Galliera, battuto tre reti a zero all'andata, ma si sa che il ritorno porta sempre altra storia.

Non c'è spazio per la debolezza da qui alla fine, dobbiamo dare il massimo e lottare fino al termine convivendo con la fatica:

"LA FATICA è un nodo che ferma il respiro. E' il cuore che esplode nella gola, la nebbia che appanna la vista, le tempie che pulsano.

Fatica è quando le gambe tremano devi correre per altri trenta metri. E quando li hai fatti devi tornare indietro. E quando sei tornato indietro devi ripartire. Può regalare la gloria, ma devi avere il coraggio di amarla. Di amarla e ignorarla, ogni volta che ti si attacca addosso. Perché, se continui a correre, improvvisamente scompare. Allora sai che puoi vincere la battaglia, contro te stesso e contro gli avversari.

..... Perché non è soltanto la finezza del fantasista a esaltare la gente: rincorrere un avversario, raggiungerlo e riprendere il pallone vale quanto un passaggio di 40 metri di Platini o un tunnel di Sivori. Chi conosce bene il calcio lo sa. ....


Non c'è spazio per la debolezza perché in campo dai botte e le prendi.

E una questione di carattere. Qualcuno la chiama grinta. Nei momenti di difficoltà diventi una boa per i tuoi compagni, perché ci credi, sai che nonostante tutto puoi vincere.

La sicurezza non è una dote innata: ti viene dall'abitudine a lottare contro i tuoi stessi limiti.

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